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Jessica Hélène Mattoni ai Campionati del Mondo di Rotterdam 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Jean Carlo Mattoni   
mercoledì 13 ottobre 2010

 
jessica_helene_mattoni_2010

 Jessica Hélène Mattoni

Era ora! Dopo l'epopea dei F.lli Carminucci che parteciparono alle Olimpiadi di Roma ’60 e Tokyo ’64, un’altra ginnasta ed atleta sambenedettese, ma di origini salentine (Alliste, provincia di Lecce), è approda alla Nazionale Italiana di ginnastica artistica. Infatti, Jessica Hélène Mattoni, domenica 10 ottobre, è partita insieme alla delegazione azzurra alla volta di Rotterdam dove, dal 16 al 24 ottobre, si svolgerà la quarantaduesima edizione dei Campionati del Mondo 2010.

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 Le magnifiche "sette sorelle" a Mortara!

Una grande soddisfazione per la nostra giovane ginnasta della World Sporting Academy, allenata da Elena Konyukhova e da suo padre Jean-Carlo Mattoni in forza al CTF di Milano, che ha conquistato la convocazione grazie all’ottima prova al 5° Trofeo Andrea Massucci che si è svolto a Mortara, in provincia di Pavia, in un Palasport gremito da pubblico ed autorità del calibro del Presidente FGI, prof. Riccardo Agabio, alla presenza di atleti spagnoli, belgi, olandesi e israeliani. Nella classifica a squadra si sono imposte le azzurre, guidate dall’olimpionica Vanessa Ferrari, mentre nell’individuale Jessica Hélène Mattoni è arrivata quarta con il punteggio di 53,40, terza fra le italiane.

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Il campo gara di Rotterdam 

Ottimo risultato nonostante che la World Sporting Academy da anni è vittima predestinata dell'ostruzionismo oscurantista della Giunta Gaspari e del Dirigente all'Ufficio Sport che, senza remora alcuna, il 19 marzo 2009 ha fatto sì che la Tensostruttura per la Ginnastica Artistica (palestra specialistica) venisse dal Consiglio Comunale data in gestione all'Agraria Club (società di Calcio!) del suo consigliere di maggioranza. La stessa Jessica Hélène Mattoni all'inizio del mese di settembre mentre preparava "a casa" i mondiali è stata letteralmente buttata fuori dalla struttura con l'intervento di due vigili urbani insieme alle sue compagne di squadra di Serie A2 GAF e che tutt'ora non possono assolutamente accedere due volte alla settimana nella struttura compromettendo così la loro preparazione e partecipazione al prossimo campionato italiano di Serie A GAF 2011.  

 rotterdam_2010

 Prova Podio

Assieme alla nostra Jessica Hélène Mattoni e a Vanessa Ferrari la squadra femminile impegnata a Rotterdam è composta da Elisabetta Preziosa, Serena Licchetta, l'olimpionica Lia Parolari ed Eleonora Rando: obiettivo minimo per le Azzurre è di entrare tra le 24 formazioni che l’anno prossimo, a Tokyo, si giocheranno i 12 posti per le Olimpiadi di Londra 2012.

FORZA JESSICA!!!

 rotterdam_16.10.10
 Fedele alla Consegna!
 
Semplicemente Grande!!!
 
In alto i calici, l’Italia può brindare! Al termine di una lunghissima, estenuante due giorni di qualificazione, con 12 gironi e 34 Paesi in lizza, le azzurre Vanessa Ferrari (C.S. Esercito), Lia Parolari (Estate’83 Lograto), Elisabetta Preziosa (Lissonese), Eleonora Rando (Romana), Serena Licchetta (S.G. La Rosa Brindisi) e Jessica Helene Mattoni (World Sporting Academy San Benedetto del Tronto) sono riuscite ad entrare tra le migliori otto della finale a Squadre, in programma mercoledì 20 ottobre (diretta su Rai Sport 1 dalle 17 alle 19, con la telecronaca di Andrea Fusco e il commento tecnico di Carmine Luppino e Jury Chechi). Con il totale di 219.179 (VO 54.532 - PA 54.065 - TR 55.291 - CL 55.191) la formazione allenata da Claudia Ferrè, Luigi Piliego, Vincenziana Manenti ed Enrico Casella stacca il settimo biglietto, alle spalle di Russia (234.521), Cina (233.778), Stati Uniti (233.643), Romania (228.495), Gran Bretagna (224.921), Australia (224.785) e davanti al Giappone (218.895). Fuori le padrone di casa dell’Olanda, none con 217.286. L’importanza di questo risultato, maturato al termine di un’attenta preparazione estiva nei collegiali federali, si evince dal fatto che l’anno venturo, a Tokyo, un piazzamento del genere aprirebbe le porte dei Giochi Olimpici. Le migliori otto in Giappone andranno, infatti, direttamente a Londra, mentre per i rimanenti 4 posti si dovrà attendere, in base al nuovo regolamento, il test event del gennaio 2012. Neppure nel 2006, ad Aarhus, trainata da una Vanessa Ferrari regina dell’All-around individuale, il team italiano era riuscito a centrare il Concorso per Nazioni. Allora, come oggi, inserita nel primo gruppo, costretta a partire alle 9 del mattino, l’Italdonne chiuse in nona posizione, eguagliando il piazzamento di Tianjin 1999. Eppure, nel frattempo, Super Vany si presentava al Mondo con un secondo posto alle spalle della Memel, pronta a mettere la fatidica “freccia” nella successiva sfida sui quattro attrezzi. Da quell’impresa sfiorata il tecnico Fulvio Vailati costruirà, insieme al lo staff di allora, il successivo miracolo, un quarto posto ai mondiali di Stoccarda, che non sarà storico solo per un lontano precedente, ovvero il bronzo conquistato a Basilea nell’edizione del 1950 dalla squadra allenata da Giulio Lay e composta dal quartetto Bianchi - Macchini - Micheli - Monlani. Dunque, in una rassegna che permetteva a 24 Federazioni di ritrovarsi l’anno venturo sulle pedane del Sol Levante, la nostra scuola di Artistica continua a recitare un ruolo da protagonista, precedendo Paesi di lunga tradizione ginnastica come il Brasile, la Francia, l’Ucraina, il Canada, la Germania, la Spagna e la stessa Olanda, costretta a guardare, nonostante il fattore campo. Le sei ginnaste azzurre prenotano così la rassegna giapponese (8-16 ottobre 2011) entrando dalla porta principale, grazie ad una mix di esperienza e di talento, ma soprattutto ad un gruppo coeso, determinato e ben allenato. Un gruppo che ha trovato nel coraggio della debuttante Jessica Mattoni, apripista alla trave e al corpo libero, e nella fermezza di Eleonora Rando gli appoggi per lanciare a rete le proprie specialiste: la chioccia Parolari, la diva Ferrari, la professoressa Preziosa e il folletto Licchetta. A livello individuale portiamo in finale le interpreti più complete: il caporal maggiore Vanessa - al corpo libero con 14.458 ed 11° nell’All-around con il totale di 56.124 - e la campionessa assoluta di Ancona, la dolce Elisabetta, che, malgrado l’ingresso tra le 24 con 54.590 (23ª), recrimina per una finale alla trave persa di un soffio.
 
Lei c'era...
 
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 Team Italia Rotterdam 2010

All’Italia non riesce l’ennesima impresa, migliorare se stessa. Il lontano bronzo di Basilea era inimmaginabile, il posto di Stoccarda alquanto improbabile. Scalare però qualche gradino rispetto alle qualifiche di sabato scorso, magari approfittando degli errori altrui sembrava fattibile, anzi divertente. Al giro di boa il giochetto stava per riuscirci, con l’Australia e la Gran Bretagna alle nostre spalle. Poi, con il succedersi delle rotazioni e l’incastro degli attrezzi, la classifica finale ci ha relegato all’ultimo posto con il totale di 163.429. Un ultimo posto, però dal sapore dolcissimo. Troppo forti le avversarie, a cominciare dalla Russia, che, nonostante una parallela da dimenticare, con il totale di 175.397 soffia il titolo iridato agli Stati Uniti, dietro di appena due decimi (175.196). Bronzo per le campionesse olimpiche della Cina (174.781), stranamente fallose. Alle spalle delle tre superpotenze si piazza la Romania (173.096), che, malgrado il ritorno al timone di Octavian Belu, non riesce a difendere quel gradino basso del podio conquistato sia a Pechino, sia ai precedenti mondiali di Stoccarda 2007. A seguire il Giappone (169.897), che riscatta la brutta prova del Concorso I, le australiane (168.629) e le britanniche (166.828), che ci finiscono ad una manciata di punti. E senza le cadute di Serena Lichetta alle parallele e alla trave, forse, a Betty Tweddle e compagne avremmo mostrato le terga. Con i se e con i ma non si fa la storia e buttare la croce sulla piccola pugliese, che al suo secondo mondiale si è presa la squadra sulle spalle, girando su tutti gli attrezzi, non sarebbe solo ingeneroso. Sarebbe sbagliato! Veniamo, dunque, alla cronaca. Le azzurre, accompagnate da Luigi Piliego e Claudia Ferrè, partono al corpo libero con la Parolari, la quale, a causa di un arrivo un po’ scarso su un salto e di qualche altra imprecisione, deve accontentarsi di un 12.800 (D. 4.80 - E. 8.000). “L’esercizio al suolo è troppo impegnativo per chi come me viene da un infortunio al ginocchio - ci spiega la ginnasta dell’Estate ’83 Galleria del Tiro di Lograto - Per tornare ad eseguire le mie vecchie difficoltà ci vuole ancora del tempo. Rispetto a Giochi del 2008 il livello generale si è alzato tantissimo, basti guardare in quante hanno fatto il 2 e ½ al volteggio”. Il 13.633 (D. 5.10 - E. 8.533) di Serena Licchetta e il 14.333 (D. 5.50 - E. 8.833) della Ferrari ci portano sul sesto gradino provvisorio, con il totale di 40.766. Al turno successivo, sulla rincorsa dei 25 metri teniamo botta. Super Vany esegue un solo avvitamento da 13.966 (D. 5.00 - E. 8.966). La Preziosa si presenta con lo stesso salto e raccoglie un altro 13.933 (D. 5.00 - E. 8.933). Chiude la stellina de La Rosa di Brindisi con 14.066 (D. 5.00 - E. 9.066) e, grazie al nuovo 41.965, siamo sempre davanti alle nostre illustri inseguitrici con il totale di 82.731. Sugli staggi, dopo l’apertura  della giovane Eleonora Rando da 13.666 (D. 5.30 - E. 8.366), Vanessa Ferrari sale al posto di Lia, ancora dolorante alla mano destra, dopo la caduta in qualifica. Il caporal maggiore dell’Esercito sacrifica le sue energie per il bene del gruppo, nonostante gli impegni a venire nella sfida a 24, e porta alla causa azzurra un signor 14.066 (D. 5.60 - 8.466). A questo punto arriva l’errore che non ti aspetti. La Licchetta, finalista a Londra, lo scorso anno, manca il Comaneci e finisce per raccogliere appena 13.300 punti (D. 5.80 - E. 7.500). Le parallele ci fruttano un 41.032 e con il parziale al terzo giro di 123.763 finiamo ad inseguire sui 5 metri della trave. “Si può sempre far meglio” - sentenzia la Rando, talento della Romana di Valeria Beltrame e Franco Pistecchia - Anch’io potevo dare qualcosa in più, ma sono arrivata fredda, con le mani gelate e non sono riuscita ad esprimermi come avrei voluto“. Intanto dagli spalti Jessica Hélène Mattoni, fuori solo per la crudele formula del 6-3-3, sostiene a gran voce le sue compagne. Per la marchigiana l’esperienza di trovarsi nel pre-gara in mezzo a gente come le russe Mustafina e Afanasyeva, le americane Bross, Raisman e Sacramone, le cinesi Jiang, Huang e Kexin He, le rumene Izbasa e Porgras, per non parlare dei tecnici, da Liukin ad Aleksandrov, rimarrà un ricordo indelebile. La campana dell’ultimo miglio, insomma, ci vede rincorrere. La caduta della Licchetta sulla ruota senza ci taglia definitivamente le gambe. Forse con l’apporto della Ferrari avremmo avuto un chance in più, ma chi può dirlo senza controprova. Sta di fatto che Serena conclude con un 12.166 (D. 5.10 - E. 7.066) ed il personale, sui quattro attrezzi, di 53.165. Tocca alla Parolari, brava a mettere in cascina un altro 13.500 (D. 5.50 - E. 8.000) e poi alla Preziosa, la quale, a causa di un paio di sbilanciamenti, non riesce a rimediare più di 14.000 (D. 5.80 - 8.200). Poco per chi, con 14.200, aveva messo paura a mezzo mondo, l’ottobre scorso, oltremanica. “Non avevamo nulla da perdere e usciamo a testa alta - dichiara in mixed zone la campionessa italiana della Lissonese - Avremmo preferito salutare senza errori, ma gareggiare al fianco di marziane del genere ci ha un po’ condizionato. Durante il warm up non sapevamo dove guardare. Come ti giravi spuntavano medaglie olimpiche o mondiali. La nostra è una squadra che ha ampi margini di miglioramento. L’obiettivo minimo era quello di qualificarci tra le 24 che l’anno venturo andranno ai Mondiali di Tokyo. Siamo riuscite addirittura ad entrare nella finale a otto, cosa volete di più. Nel 2011, con l’innesto delle junior ci ripresenteremo con forze nuove, un anno di lavoro alle spalle e maggiore esperienza per ripetere un piazzamento che oggi può apparire di poco conto ma che in Giappone significherebbe qualificazione diretta per i Giochi di Londra”. Altro che di poco conto. Il piazzamento dell’Italia, oltre ad entrare nell’immaginario collettivo e, quindi, a consolidare la reputazione della nostra scuola ginnica nel corpo giudicante internazionale, ci identifica come la quarta potenza europea. Il totale alla trave di 39.666 è assolutamente bugiardo, e gli assi nella manica, per il futuro, non ci mancano. “Certo, dobbiamo impegnarci e lavorare molto per competere contro rivali così forti - precisa sorniona la Vanessa Nazionale - oggi mi sentivo un po’ stanca, non ero preparata per fare due gare di squadra, Alla fine avrò eseguito ben 12 esercizi, tra prove di gruppo e individuali, ma sono contenta di aver dato il mio apporto”. 
 
 
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