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Pesistica e Cultura Fisica

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Pesistica e Cultura Fisica

Nel primo millennio avanti Cristo dalla necessità di potenziare e sviluppare la capacità atletica per ottenere l’eccellenza nelle varie discipline nasce la ginnastica con i pesi. Di tutto ciò abbiamo arcaiche testimonianze già all’epoca degli Assiro-Babilonesi, che costruivano primitivi ma efficaci bilancieri. Probabilmente questa antica e gloriosa popolazione li utilizzava solo per lo sviluppo della forza, mentre l’incrocio con la bellezza fisica esteriore si ebbe principalmente nell’antica Grecia, anche se in molte civiltà, soprattutto nell’Asia Minore, si diffusero concetti relativi all’attività fisica in generale. La genesi della Cultura Fisica viene ufficialmente fatta corrispondere alla particolare visione della bellezza che avevano gli antichi greci. Per i greci la pratica sportiva era riservata soprattutto ai giovani aristocratici delle classi ricche che fecero un uso anche “estetico” della ginnastica con i pesi. Tra questi si faceva notare un certo Aristocle, che proprio per l’ampiezza delle spalle venne soprannominato Platone: proprio lui, nientedimeno uno dei massimi filosofi greci. In un suo scritto, tratto dal terzo libro de “La Repubblica”, egli dice: “colui che mescola la ginnastica alle arti nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, costui è, abbiamo diritto a dirlo, l’artista più perfetto ed armonioso, molto più di quello che accorda le corde di uno strumento”. Per i greci la bellezza esteriore era lo specchio di quella interiore, ed essere piacevoli significava anche essere sani. Per queste ragioni cercavano di escogitare diversi sistemi per essere belli ed efficienti, e ciò era utile per essere bravi anche in guerra, evitare ferite e restare belli e forti. La storia dell’eroe greco Milone di Crotone è emblematica. Egli, infatti, si può considerare l’inventore del metodo dei sovraccarichi progressivi. Vincitore di 6 Olimpiadi, pare che si allenasse portando ogni giorno sulle spalle un vitello, che crescendo gradualmente di peso, incrementava sempre di più la forza dell’atleta. Con il suo metodo l’atleta greco raggiunse il massimo della performance percorrendo la lunghezza di uno stadio trasportando sulle spalle un toro di 4 anni. La cosa curiosa che era proprio Milone ad essere l’idolo delle folle e non Ercole. Questo perché quest’ultimo, anch’egli fulgido eroe, era si fortissimo ma dal fisico tarchiato e non molto bello a vedersi. La Cultura Fisica da sempre è nata da una innata esigenza del genere umano e cioè di essere in perfetta forma, accettarsi e farsi accettare. Ne sono testimonianza i famosi Bronzi di Riace, il ragazzo di Mozia, tutte sculture di uomini muscolosi potenti e vigorosi. A questi tempi, presso la rocca di Atene vi era una grossa sfera di ferro e tutti gli aspiranti lottatori dovevano sollevarla per gareggiare. I manubri di allora si chiamavano “altere”, costruite in modo leggermente diverso da quelli attuali e cioè a forma di clessidre, ferri di cavallo, sfere con impugnatura e a semicerchio, ricavati in pietra dura o in piombo. Vennero utilizzati anche nella Roma dei Cesari per l’allenamento dei pretoriani e dei gladiatori finché la caduta dell’Impero Romano pone fine ai giochi nelle arene. Nel secolo dopo Cristo, un insigne chimico, Celio Aureliano, sosteneva l’uso dei sovraccarichi per mantenere una buona salute e anche per curare la gotta, a quel tempo molto diffusa tra i ceti abbienti. Nei secoli successivi l’umanità era impegnata in tutt’altre faccende (sopravvivenza, cibo, malattie) per pensare al proprio fisico, un periodo “nero” per la Cultura Fisica che durò fino al XIX° secolo, interrotto da soli pochi episodi significativi. Nel Medioevo, in Germania ed in Svizzera si usava sollevare e lanciare grosse sfere di ferro o pietra. La pratica era chiamata “Steintessen”. Nel Rinascimento il medico-filosofo Girolamo Mercuriale, ripropone in parte l’antica tradizione greca della ginnastica come medicina preventiva. Attorno alla seconda metà del 1500 pubblica addirittura un saggio, intitolato “Dell’arte Gymnastica” dove descrive il suo effetto sul fisico, facendo riferimenti storici sulla pratica degli antichi. All’inizio del 1800, poderosi tedeschi, i Bavaresi, e austriaci praticavano una forma primordiale di sollevamento pesi, utilizzando però particolari manubri corti con sfere di ferro. L’allenamento era assolutamente casuale e istintivo, mentre molto meno casuale era il fatto che il loro fisico era decisamente più rotondo, a causa di una alimentazione non proprio corretta. Solo nella metà del 1800 ad opera del francese Hippolyte Triat, professore di ginnasio, grande naturalista e pedagogo (1813-1881) nasce ufficialmente la Cultura Fisica, ovvero l’uso organizzato dei pesi per lo sviluppo muscolare armonico. Il transalpino fu il primo a compiere studi ed a organizzare razionalmente i pesi per ottenere l’ipertrofia. Asserì, probabilmente per la prima volta, che con i manubri qualsiasi persona poteva scolpire il proprio corpo e che un esercizio che dava risultati ad un soggetto, allo stesso tempo poteva essere negativo per un altro. Fu abbozzata quindi una prima forma di allenamento individualizzato. Tuttavia codificò un allenamento con i pesi medio leggeri con molte ripetizioni, perché, secondo lui, si correva il rischio di strapparsi utilizzando carichi troppo elevati. Era appunto l’inizio della così detta “scuola francese”, arrivata concettualmente quasi immutata fino ai giorni nostri e che ebbe il massimo culmine negli anni 1970-1980 con Serge Nubret e Thierry Pastel. Nonostante questo, Triat fece costruire, nel 1938, quello che è considerato il primo vero peso moderno, un manubrio di ben 84 Kg, che per un errore aveva una sfera che pesava 7 kg in più dell’altra poiché in realtà doveva essere di 90 kg. Nonostante l’attrezzo si presentasse di difficilissimo controllo in quanto fortemente sbilanciato, Triat effettuò con esso e in molte esibizioni pubbliche il sollevamento ad un braccio. Questo manubrio è tuttora conservato nel “Museo dell’Uomo” di Parigi con l’iscrizione “Haltere de Triat” e nessun altro atleta, ad eccezione del connazionale Cadine, altro famoso pesista, è riuscito ad effettuare il sollevamento ad un braccio. Tra gli allievi di Triat si distinse tra tutti Luis Attila. Nel frattempo Karl Abs, in Germania, anch’esso pesista e divulgatore di fama progettò i primi bilancieri caricabili con i dischi di vario peso. Anche Attila introdusse questa fondamentale innovazione e codificò nuovi esercizi, tra l’altro molto più efficaci perché simmetrici. Nel frattempo la nuova Cultura Fisica di diffuse anche in Australia, con Franz Stoher e Karl Boehling. In Russia la ginnastica con i pesi venne introdotta dal Dott. Krapewsky, medico di corte dello Zar che ebbe tra i suoi Allievi il celebre Hackenschmidt dotato di uno splendido fisico oltre che di una forza straordinaria. Quest’ultimo ha anche reso il suo nome immortale, progettando una macchina per l’allenamento delle cosce che tutt’ora è abbastanza diffusa nelle palestre, chiamata appunto Hack-Squat. Dalla scuola di Luis Attila due suoi allievi, il francese Edmond Desbonnet e il tedesco Friederik Muller, quest’ultimo destinato a diventare il più grande culturista del secolo scorso, con il nome d’arte di Eugene Sandow, egli è l’atleta raffigurato nella statuetta data in premio al vincitore del Mr. Olimpia, diedero luogo ad uno scontro “ideologico” che possiamo dire duri tutt’ora a distanza di più di cento anni. Infatti il francese era fautore delle alte ripetizioni con carichi medio-bassi, mentre il tedesco aveva capito che la forza era in relazione allo sviluppo muscolare e quindi consigliava alti carichi con basse ripetizioni. L’annosa diatriba tra i sistemi Weider e Nubret (alto volume/carichi medio bassi), con l’Heavy Duty del compianto Mentze (basso volume/alti carichi) nata attorno agli anni '70 ha radici antiche e quanto pare molto salde. Sandow, alias Muller, diventò famoso come atleta battendo in una prova di potenza l’inglese Charles Samson, che a suo tempo era riuscito a battere il suo maestro Luis Attila. Dopo quella vittoria strepitosa, Muller cambiò il proprio nome in Eugene Sandow, aprendo una sua palestra a Londra, contribuendo a diffondere la Cultura Fisica nel mondo. Per l’epoca il tedesco aveva un fisico eccezionale, muscoloso, denso, definito e, si dice, era dotato di un magnetismo e una personalità superiori. Sandow brevettò anche speciali manubri a molla, per cui scrisse, attorno al 1870, anche un manuale “Modo di usare i manubri patentati Sandow”, addirittura distribuito tra le famiglie regnanti in Europa in quel periodo. Il tedesco divenne in breve tempo un ottimo atleta e un grande businessman, tanto che fece causa ad un certo Szalay, un ungherese che osò costruire un manubrio identico al suo, rovinandolo con i risarcimenti e le spese processuali, facendolo morire in miseria. In questo periodo, tra il 1890 e il 1910, si ebbe quindi un periodo d’oro per la neonata Cultura Fisica, tanto che gli atleti si esibivano nei circhi, nei music-halls e nei teatri, sia con dimostrazioni di forza e sia effettuando dimostrazioni di perfezione e controllo muscolare eseguendo una serie di pose plastiche ad imitazione delle statue del periodo greco. In Italia è nel 1890 che viene fondata la prima società di ginnastica con i pesi, ad opera del nobile milanese Luigi Monticelli Obizzi, denominata “Club Atletico Milanese” con sede nella storica via della Maddalena. Nel 1901 Sandow organizza a Londra anche un primo abbozzo di competizione di sviluppo muscolare, chiamata “Great Competition”, ma la prima gara di Culturismo ufficiale fu organizzata nel 1908 dallo statunitense Ber Mac Fadden, nientemeno che la Madison Square Garden di New York. Tra i vari vincitori del Mister Mondo degli anni successivi si distinse, alla fine degli anni '20, il calabrese Angelo Siciliano. Con il nome Charles Atlas, che inventò e divulgò un suo personale metodo di allenamento per corrispondenza, facendo conoscere così ancora di più la Cultura Fisica a livello mondiale. Gli anni '20 gettarono le basi per il futuro successo americano della Cultura Fisica, inquanto anche Sigmund Klein, genero di Luis Attila, progettò un sistema di allenamento, basato sull’enorme varietà di esercizi e l’uso di carichi elevati. Tale metodo venne rielaborato da un certo Bob Hoffman, che oltre ad enunciare il fatto che i muscoli dovevano avere un aumento del carico di lavoro parallelo a quello della forza, fondò anche una rivista specializzata, Strength and Health. Fu anche il primo a mettere in commercio gli integratori di proteine. Nel 1936 fu stampato anche il primo numero di Iron Man, fondato da Peary Reader, la rivista che tutt’ora è viva e vegeta, e che potete anche leggere in italiano proprio su Olimpian’s News. Dagli anni '30 in poi, la Cultura Fisica ebbe quindi un successo clamoroso in tutti gli Stati Uniti, tanto che nel 1939 si organizzò il primo Mister America, vinto da Bert Goodrich. Anche in Inghilterra nel 1948 si inaugura il primo Mr. Universo, gara tutt’ora prestigiosa, alla quale partecipa anche un italiano, il milanese Sironi. Curiosità, non da poco: all’edizione del 1953 di questa gara londinese partecipò, arrivando terzo, anche uno sconosciuto scozzese di nome Sean Connery, destinato a diventare uno dei più grandi attori del mondo. In Italia bisognerà aspettare gli anni ‘50 con un film su l’eroe greco Ercole interpretato dallo straordinario Steve Reeves, un Culturista americano dal fisico eccezionale. I suoi numerosi film di successo, la sua personalità ed il suo magnetismo fecero innamorare della Cultura Fisica numerosi appassionati. In questo humus si fanno largo i fratelli ebrei canadesi Weider, che dal dopoguerra in poi riuscirono a diffondere in tutto il mondo la scienza della Cultura Fisica. Fondarono la più potente federazione del settore, l’IFBB divennero editori prima di Muscle & Fitness e poi di Flex, le riviste più vendute al mondo, commercializzando con il loro marchio integratori, attrezzature e tutto quello che si può piazzare in questo settore. Inventarono anche il Mr. Olympia, quello che è virtualmente il vero campionato del mondo professionistico, la gara di Body Building più importante del pianeta, che nel corso degli anni ha visto passare tra le proprie file Schwarzenegger, Ferrigno, Nubret, Zane, Columbu, Haney e tantissimi altri. Praticamente si può dire che senza i Weider, la Cultura Fisica probabilmente si farebbe ancora negli scantinati con i bilancieri e pesi fatti di cemento. Ciò non toglie che i fratelli canadesi, ai quali molto deve la Cultura Fisica alla sua diffusione, non siano esenti da colpe riguardo alle illusioni propinate a tanti cultori e praticanti di questa disciplina. Questo perché la loro strategia di marketing, per anni, aveva richiesto di soprassedere sul ruolo che ha il doping sui risultati dei loro campioni, facendo credere che la loro straordinaria forma fisica era solo il frutto dell’applicazione dei “principi di Weider”, e magari dell’olio di germe di grano, insieme al lievito di birra. In realtà i “principi di Weider” erano solo delle buone tecniche di allenamento quasi tutte già scoperte da altri e astutamente riuniti tutte sotto lo stesso nome; per di più quasi nessuno degli atleti le utilizzava realmente, anche se nelle interviste erano costretti a dichiararlo. In questo modo i lettori delle riviste di “regime” si convincevano che potevano diventare come Arnold, con una certa facilità, bastava allenarsi tutti i giorni, prendere il polline d’api, le proteine ed il gioco era fatto. Questa situazione ebbe il culmine negli anni ‘80, anno del vero boom mondiale del doping nel Body Building, in quanto i pochi milligrammi di steroidi usati erano diventati grammi, e nel frattempo era aumentato l’uso dell’ormone della crescita (GH) e anche l’insulina cominciava timidamente a diffondersi. In questo “frizzante ambiente anabolico”, le schede dei campioni diventavano sempre più lunghe e frequenti, perché i farmaci lo permettevano, tabelle queste che purtroppo finivano nelle riviste specializzate. Venne addirittura costituito un antidoping farsa, che prese positivi solo 2 o 3 atleti. Questa situazione dura da cosi tanto, diciamo oltre trenta anni, con il risultato che attualmente nel mondo in ogni palestra ci sono tantissimi praticanti che si allenano almeno il doppio, se non il triplo, di quanto dovrebbero fare per avere risultati concreti. Quelli che non ci riescono, per raggiungere i livelli dei loro campioni preferiti, non hanno altro mezzo che ricorrere al doping, creando a loro volta un circolo vizioso che purtroppo non si riesce quasi a fermare. Gran parte di questa perversa situazione è da ascrivere proprio a queste gigantesche federazioni, che pur di creare spettacolo generano mostri, essere umani da sacrificare al business, senza diffondere nessuna cultura dello sport. In Italia, dopo il boom legato ai successi dei film mitologici degli anni '50 e '60, fino a giungere al vero boom degli anni ‘80. in questo decennio le palestre sorgevano come funghi, il Body Building era osannato in quasi tutte le riviste di costume, il numero dei praticanti e delle gare aumentò in numero esponenziale. Il culmine si ebbe forse nell’organizzazione del Mr. Olympia del 1989 a Rimini, in cui dai pochi stand delle ditte presenti nacque quella che è attualmente diventata la seconda fiera del fitness più importante d’Europa, seconda solo alla tedesca FIBO. Purtroppo alla quantità delle palestre non seguì, nella maggioranza dei casi, la qualità del servizio offerto, e inoltre non era pronto un numero sufficiente di tecnici validi a supportare la gran massa di persone che volevano praticare la Cultura Fisica. Senza contare che la progressiva diffusione del doping, allontanò moltissime persone che volevano solo fare sport e non i “piccoli chimici”. Il risultato fu che il Body Building lasciò gradualmente il campo prima all’Aerobica, poi allo Step ed a qualsiasi "cosa" che si inventava e si inventa negli Stati Uniti. Oggi le cose non sono molto cambiate, le parole Body Building sono sempre scritte più in fondo ai volantini delle palestre e le sale pesi si chiamano “di bonificazione” o “di muscolazione”, le macchine elettroniche fantascientifiche, per la maggior parte inutili, si sprecano. Qualcosa però si è mosso perché nell’ottobre del 2000 viene finalmente fondata una federazione di cultura fisica regolarmente riconosciuta dal Coni, la FIPCF (Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica), con il compito di divulgare ed uniformare la Cultura Fisica in Italia. Ad opera della Federazione da qualche anno si sta assistendo ad un buon rilancio della Cultura Fisica e del Natural Body Building. Questa denominazione primaria nasce agli inizi degli anni ‘80 negli Stati Uniti, soprattutto ad opera della pioniera NBBA sotto forma però di gare, per combattere lo strapotere degli atleti dopati, si è però particolarmente diffusa nelle palestre solo negli anni ‘90, grazie soprattutto al grande tecnico scozzese Stuart McRobert, che con i suoi libri ha divulgato la credibile possibilità di avere un buon fisico senza compromessi. Attualmente le riviste che parlano di Natural Body Building sono i più venduti del settore e il movimento si sta sviluppando in maniera esponenziale. Speriamo che questo particolare approccio alla Cultura Fisica, più umano e fattibile, rispetto alle ideologie passate, possa finalmente rilanciare in grande stile questo sport; lo meriterebbe per tutto quello che può dare in termini di forma fisica, salute e carattere.

by Jean Carlo Mattoni


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