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venerdė 02 ottobre 2020
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Danza

Categoria vuota

  • NIHON KORYU BUJUTSU RENMEI  ( 1 articoli )
     nihonkoryubujutsurenmei

    Fondata da Jean Carlo Mattoni, nasce come accademia internazionale di arti marziali con lo scopo di coordinare e promuovere in Italia e all’estero la ricerca, lo studio, lo sviluppo, la diffusione, l’insegnamento e la pratica del Kobudo - Arti Marziali Classiche - non perdendo di vista, però, il patrimonio autoctono e le origini delle antiche scuole di combattimento italiane in primis la Nova Ars Dimicandi - "in armis et sine armis".

    In altre parole, oltre alla pratica delle Antiche Scuole di Arti Marziali Classiche Giapponesi, l'accademia propone in sintesi un approccio moderno ai punti chiave dei vari sistemi definito "Principio dell'Invarianza" dove la didattica del metodo è sottesa implicitamente nel significato dell'acronimo AJKI BUDO - Aiki Jujutsu Kenpo In-yo-ho Budo o più semplicemente Natural Fighting System - Close Combat Concept, basandosi essenzialmente sullo studio delle applicazioni pratiche e contestuali, anche in situazione di stress emotivo, definite unità situazionali attraverso un approccio istintivo, informale, multidisciplinare del patrimonio tecnico, biomeccanicamente e sperimentalmente fondato, delle arti marziali fino ad oggi conosciute.

    by Jean Carlo Mattoni
  • Difesa personale  ( 4 articoli )

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    Metodo Globale Autodifesa

    Il Metodo Globale Autodifesa - Fijlkam è stato studiato da un “gruppo di lavoro” voluto dal presidente federale e formato da autorevoli tecnici di ogni disciplina pratica nella stessa Federazione.

    Ciascuno di essi ha contribuito con l’apporto delle dirette esperienze di lavoro, sportive e didattiche, alla codificazione del metodo di base e dei successivi livelli, con particolare riferimento alle sue applicazioni a situazioni reali.

    La particolarità di questo metodo consiste nel fatto che non si basa sulle prerogative fisiche dei praticanti, bensì sulla capacità degli stessi di trasformare a proprio vantaggio le energie utilizzate da chi intende offendere.

    MGA è una vera e propria arte marziale che corre trasversalmente tra tutte le discipline federali, costruita esclusivamente sulla difesa e sulla capacità di controllare l’aggressore.

    Lo scopo che si propone non è quello di attirare praticanti lasciando credere loro che dopo la frequenza di un breve corso saranno imbattibili ma di chiarire a coloro che si avvicineranno a questo metodo che attraverso lo sviluppo di alcuni meccanismi psicofisici si possono prevenire situazioni rischiose o contrastare aggressioni non previste almeno per limitare i danni qualora si fosse costretti ad agire per vincere una violenza non giustificata.

    Questa particolarità dovrà contraddistinguere gli Insegnanti Tecnici della Fijlkam che, nel rispetto dell’etica professionale federale, eviteranno di essere paragonati a tanti venditori di metodi imbattibili.

    Motivazioni Giuridiche

    MGA è un metodo il cui fine è esclusivamente l’addestramento all’autodifesa secondo concetti addestrativi più moderni, che non intendono stravolgere i contenuti classici propri delle arti marziali nipponiche.

    In questo sistema l'esigenza giuridica viene tutelata nella misura in cui, il praticante, conoscendo le tecniche su cui è basato il “metodo” ed applicandole nella maniera dovuta, agisce nella piena legalità giacché le stesse, oltre che rientrare tra le “cause oggettive di giustificazione del reato”, definite anche scriminanti, nella generalità dei casi non lasciano tracce o segni di forza per il fatto che tutto il metodo è costruito esclusivamente sulla difesa e sulla capacità di controllare l’aggressore.

    Le scriminanti sono particolari situazioni in presenza delle quali un fatto, che altrimenti sarebbe reato, non è considerato tale perché la legge lo consente.

    Proprio per questi motivi MGA è stato studiato per fornire ai praticanti una forma di autodifesa finalizzata alla possibilità di limitare i danni in caso di aggressioni e per i più capaci riuscire ad evitarla per esercitare successivamente una forma di controllo sull’aggressore stesso.

    Dalla sua costruzione si rileva che è stato eliminato tutto ciò che presume l’applicazione violenta della forza fisica, esaltando invece l’applicazione del principio della flessibilità o della cedevolezza.

    In questo modo colui che si difende mediante le tecniche previste da MGA, qualora dovesse sbagliare nel graduare la forza impiegata nell’eseguire le tecniche insegnate, difficilmente potrà causare all’aggressore danni tali che non possano essere ricondotti al principio della “proporzionalità” tra difesa ed offesa.

    by FIJLKAM

  • Aikibudo  ( 6 articoli )

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    Hakuho-ryu Aikibudo

    Il Budo giapponese è stato universalmente accettato nel mondo nel corso del XX° secolo. Inizialmente le persone hanno sviluppato un interesse nelle arti marziali giapponesi moderne attraverso la diffusione del Karate, del Judo e, più tardi, dell'Aikido. Infine anche l'origine di queste meravigliose arti, il Kobudo, o arte marziale classica del Giappone, ha sperimentato un boom di popolarità.

    Al giorno d'oggi esistono numerose ragioni che spingono le persone ad allenarsi nel Budo. Alcuni vorrebbero capire come le arti del combattimento - Bujutsu - sono arrivate a fiorire nel Budo, una filosofia basata sull'eliminazione del combattimento e del conflitto. Altri desiderano trarre profitto dall'immagine del Budo creata nei media popolari e negli sport da competizione. L'Hakuho-ryu, ciononostante, cerca di promuovere gli aspetti tecnici e mentali di quest'arte come un vero "Budo", senza alcun legame con gli aspetti competitivi trovati in molte moderne arti marziali.

    L' Hakuho-ryu Aikibudo deriva dal Kobudo del Daito-ryu Aikijujutsu. Sebbene preservi le sue origini culturali Giapponesi, L'Hakuho-ryu si concentra sul dissolvere il misticismo che è usualmente associato con le arti marziali che fanno risalire le proprie radici al Kobudo. Per raggiungere questo scopo, l'Hakuho-ryu da rilievo ad un approccio scientifico nell'apprendimento del Budo. Questo approccio si focalizza su cinque grandi aree di allenamento: 1. il movimento del corpo secondo l'Hitoemi; 2. lo studio della composizione del corpo umano; 3. lo sviluppo mentale e fisico attraverso l'allenamento del respiro; 4. la comprensione dell'io; 5. lo sviluppo dei cinque sensi. Ognuna di queste aree ricopre un ruolo importante nello sviluppo dell'individuo sia nell'Hakuho-ryu, che come persona.

    L'aspetto fondamentale dell'allenamento nell'Hakuho-ryu è lo studio del movimento del corpo secondo l'Hitoemi. Questo movimento è differente dall'Hitoemi che si ritrova nelle altre arti marziali. Nell'Hakuho-ryu, lo scopo dell'Hitoemi è di eliminare ogni curva nel movimento del corpo durante l'esecuzione di una tecnica. Perciò gli allenamenti sono mirati a sviluppare la percezione dell'utilizzo all'unisono di entrambe le articolazioni dell'anca per eliminare ogni curva nei movimenti. In aggiunta all'eliminazione delle curve nel corpo, il movimento dell'Hitoemi nell'Hakuho-ryu mette in evidenza l'utilizzo della "gravità" come forza guida dietro pressoché tutti i movimenti.

    La comprensione della composizione del corpo umano soddisfa due propositi nell'Hakuho-ryu. In primo luogo, provvede alla comprensione della modalità di movimento più naturale ed efficiente; ciò ci aiuta nello sviluppo delle tecniche. In secondo luogo, la comprensione e l'acquisizione dell'Aiki e la sua applicazione nelle tecniche. Fornendo una spiegazione dell'Aiki basata sulla composizione del corpo umano, l'Hakuho-ryu cerca di sfatare il misticismo che circonda l'Aiki cosi come sviluppa un metodo razionale che le persone possono utilizzare per apprendere questo concetto spesso frainteso.

    Gli esercizi di respirazione, e Kokyu-ho, sono utilizzati nell'Hakuho-ryu per sviluppare la mente ed il sistema nervoso. L'Hakuho-ryu utilizza nove differenti esercizi di respirazione. Alcuni, come l'A-un Kokyu-ho, sono finalizzati a migliorare l'allineamento tra mente e corpo. Con la mente ed il corpo propriamente allineati, diviene più semplice eseguire le tecniche. Altri esercizi si focalizzano sul miglioramento delle funzioni del sistema nervoso simpatico, creando un miglior stato di salute. Altri ancora si concentrano sull'incremento della velocità con la quale il sistema nervoso parasimpatico trasmette i segnali alle varie parti del corpo. Anche questo migliora, nel praticante, il controllo dei suoi movimenti e delle tecniche. Nel complesso, questi nove metodi di respirazione, giocano un ruolo vitale nello sviluppo sia dei fondamenti fisici richiesti per l'esecuzione delle tecniche avanzate che della sensibilità necessaria per le tecniche "Aiki" di alto livello.

    Allo stesso modo, l'Hakuho-ryu si focalizza sullo sviluppo della mente migliorando il controllo di se stessi e delle proprie emozioni. Lo scopo dell'allenare queste aree è di liberare la persona dalla paura e dallo spirito competitivo che spesso accompagna lo studio del Budo. I metodi utilizzati nell'Hakuho-ryu per sviluppare queste aree sono riservati ai praticanti di livello avanzato, ma il risultato finale di questo allenamento è di permettere il raggiungimento di un senso di gioia anche quando ci si confronta con situazioni gravi. Controllare se stessi e le proprie emozioni diviene essenziale per raggiungere i più alti livelli di maestria nell'arte, quando si controlla un avversario senza far ricorso all'uso violento della forza.

    L'area finale di allenamento messa in evidenza dall'Hakuho-ryu è lo sviluppo dei cinque sensi. Sebbene il tocco è probabilmente considerato il senso più importante utilizzato nel Budo, lo sviluppo di tutti e cinque i sensi è necessario per guadagnare una comprensione intuitiva del concetto di "Maai", rudemente tradotto come "distacco". Attraverso lo sviluppo dei cinque sensi è possibile migliorare la comprensione individuale del maai e, attraverso questo, sviluppare un'abilità istintiva di lettura dei movimenti avversari simile ad un sesto senso. Tale abilità è sicuramente essenziale per divenire abili nel rispondere velocemente e in modo appropriato ad un attacco.

    Il curriculum tecnico dell'Hakuho-ryu Aikibudo consiste delle tecniche di Daito-ryu Aikijujutsu e Ono-ha Itto-ryu Kenjutsu cosi come sono state trasmesse al Sensei Okabayashi dal Sensei Takeda Tokimune e dal Sensei Hisa Takuma. La differenza tra l'Hakuho-ryu ed i suoi stili di origine non è tanto nel curriculum tecnico, ma più propriamente nei fondamenti metodologici e filosofici dello stile. Focalizzarsi sulle cinque aree sottolineate precedentemente cosi come sullo sviluppo di un metodo per la trasmissione dell'arte scientifico, non mistico, sono i caratteri che realmente differenziano l'Hakuho-ryu dalle sue radici nel kobudo. Questo è anche ciò che rende l'Hakuho-ryu uno stile diverso e prezioso per il XXI° secolo.

    by Shogen Okabayashi

  • Karate  ( 7 articoli )

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    Karate

    Il Karate - letteralmente “mano vuota” anche se un tempo si chiamava Tode, “mano cinese” - il 2 luglio 1994 entra ufficialmente a far parte della Federazione che dal 1995 assume perciò la denominazione di FILPJK, cioè Federazione Italiana Lotta, Pesi, Judo e Karate, anche se come disciplina associata agiva da tempo nell’ambito federale, con i primi contatti risalenti addirittura agli anni ’60.

    Il combattimento di Karate sportivo ripropone, a mani nude, l’antico duello che i samurai effettuavano con la spada. I contendenti debbono piazzare un colpo risolutivo, teoricamente mortale. I colpi sono portati alle parti più vulnerabili del corpo con quelle armi naturali che sono i pugni ed i calci: ma il colpo deve essere fermato prima che colpisca il bersaglio. Le competizioni si differenziano fra kumite (combattimento) e kata (forme).

    La competizione di kumite - sottolinea il Direttore Tecnico Nazionale FIJLKAM Pier Luigi Aschieri - si configura come un combattimento libero fra due avversari vincolati a non nuocersi. Ciò avviene attraverso il controllo di colpi - inibizione cinetica - che trasferisce l’azione di attacco dal piano reale a quello simbolico…Si tratta di un combattimento rituale dove i due avversari si confrontano per ottenere la vittoria, nell’ambito disegnato dalle regole e sulla base di capacità ed abilità psicofisiche”.

    Considerando che le azioni debbono esprimere reali quantità di energia cinetica, comunque controllata prima del contatto, il problema dell’atleta è quello di realizzare una situazione che sintetizzi realtà (potenza) e simbolicità (controllo). Si tratta comunque di uno sport in cui la vittoria premia non la “superiorità oggettiva” - come il KO del pugilato - ma la “superiorità tecnica”.

    Il Karate è sport agonistico per eccellenza e richiede quindi ai suoi praticanti piena maturità psico-fisica e tecnica. Si giungerà all’agonismo solo dopo essersi sottoposti ad una preparazione intensiva e continua; dopo aver assimilato una tecnica che consenta di dirigere colpi esplosivi ma controllati di pugno e di calcio; dopo aver acquisito ottima condizione atletica e maturità sul piano fisico, psichico e morale (Luridiana-Falsoni).

    Per la ricchezza del suo contenuto motorio, il Karate ha i requisiti indicati nel considetto VARF, il possesso cioè di velocità, agilità, resistenza e forza.

    Ai fini formativi, diretti a sviluppare le qualità del carattere, il Karate può dare in tempi brevi sensibili miglioramenti. La costante frequenza del “dojo” esalta attenzione, volontà, tenacia, spirito di sacrificio, autocontrollo, fiducia in se stessi, animo virile ed autosufficienza contribuendo a sviluppare la lealtà, il coraggio, il senso di disciplina e di responsabilità, la socievolezza (Enrile).

    Si tratta perciò di attività consigliata ai giovani, alle donne ed agli uomini, anche alle persone anziane.

    La nostra Academy, oltre allo studio del Wado-ryu e dello Shito-ryu, prevede la possibilità di seguire i karateka sin dalla più giovane età. Sia in campo femminile che maschile i “preagonisti” vanno dal quinto al dodicesimo anno di età, suddivisi nelle categorie bambini, ragazzi ed esordienti “A”; gli “agonisti” prevedono gli esordientiB” (13 e 14 anni); i cadetti (15-16-17 anni); gli juniores (18-19-20 anni) ; i seniores (dai 21 ai 35 anni) ed i master da 36 a 50 anni.

    by Jean Carlo Mattoni
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